lunedì 28 aprile 2014

1960

E' l'anno della dolce vita, consacrato anche dalla famosa pellicola di Federico Fellini che fa gridare allo scandalo.
La Fiat 600, nata nel 1955, conosce in questi anni il suo momento magico, diventando l'auto preferita dagli Italiani.
Alla radio nasce "Tutto il calcio minuto per minuto", storica rubrica radiofonica della domenica; tra gli speaker si distingue subito Sandro Ciotti, che in breve tempo diventa una delle voci più familiari a tutti gli sportivi italiani.
Per il cinema è l'anno di "Psycho", Di Alfred Hitchcock. un capolavoro unico nel suo genere.
In televisione partono le prime trasmissioni di "Tribuna politica" e "Non è mai troppo tardi", le indimenticabili lezioni scolastiche del professor Alberto Manzi.
La canzone più ascoltata è "Il cielo in una stanza", sia nella versione di Mina che in quella di Gino Paoli, mentre al festival trionfa "Romantica", che decreta il successo di Tony Dallara.
Nello stesso anno Ray Charles compone la splendida "Georgia", ancora oggi una delle pagine musicali più intense ed emozionanti del grande blues man.
Verso la metà dell'anno fanno la loro comparsa le prime radio a transistor che sostituiscono i più vecchi ed ingombranti apparecchi a valvole: è il boom delle radioline portatili a batteria che gli Italiani si portano dietro un po' dappertutto.

Canzoni censurate nel 1960
Domenico Modugno: il 45 giri che conteneva come lato A "Libero", presentato al Festival di Sanremo, in origine proponeva sul retro "Nuda" (testo e musica di Modugno). Venne ritirato dalla casa discografica Fonit Cetra subito dopo l'uscita del disco e sostituito con la canzone "Più sola". Il testo di "Nuda" era: "Languida, morbida, purissima. Nuda! Mia! Ti sento ancora tra le mie braccia, bevo il tuo respiro dolce morire! Nuda, nuda, dolcissimo ricordo di te." Ma scherziamo?? La stessa facciata "A", "Libero" appunto, suscitò un vespaio con l'immagine "..libero, come una rondine che non vuol tornare al nido…" che poteva sottintendere ad un eccessivo libertinaggio agognato dal marito modello italiano. Sergio Endrigo che, in perenne polemica con i pregiudizi e l'ipocrisia borghese, in " La brava gente " disegnava una figura di donna capace di "inventare carezze", di donare "minuti felici e impazziti", una donna che partecipa "quando ti amo" ovvero quando facciamo l'amore, la RAI pretese che cantassse "quanto" anzichè "quando"






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